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lezioni di informatica

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lezioni di informatica

Messaggio Da francesca il Sab Dic 13, 2008 2:05 pm

Password

Che cosa sia la password ormai lo sappiamo tutti è la parola chiave, la parola per passare. Insomma una parola qualsiasi, quasi.
Direi la parola giusta per poter accedere a qualche servizio o "sito" posto in rete.

Ma quello che ultimamente risulta difficile a tanta gente che si avvicina per la prima volta al mondo del computer è cosa mettere come password.
Ai veterani e pionieri del mondo windows può sembrare un'osservazione ridicola,
incomprensibile. Ma il mondo sta cambiando,lo sappiamo tutti, quello che forse ci sfugge è come e in quante molteplici e forsennate sfumature stia cambiando.

Provate ad andare in un grande supermercato un mercoledì mattina....troverete è
vero tante nonne ai banconi della verdura a scegliere le "primizie", le cose migliori da preparare ai fortunati e sempre più rari nipoti ( siamo arrivati a 4 nonni per 1 nipote e mezzo )..ma se vi avvicnate al reparto informatico vedrete giovani addetti alle vendite intenti a trovare le parole giuste a spiegare le differenze tra un notebook da
450 euro e uno da 920 ad una attentissima signora con gli occhiali e la messa impiega tendente al grigio, a spiegare che il mouse ottico non favorisce i miopi e che la pennetta usb non è l'ultima pasta che ha inventato la mamma, ricercatrice alla Barilla, per il suo piccolino.....

Non ho esagerato poi tanto in questa descrizione, chi frequenta centri per anziani non si stupisce più nel vedere arzilli pensionati con valigette nere poggiate a fianco della sedia intenti a prendere il thè con gli amici aspettando l'inizio di un corso di computer o l'arrivo di qualche "esperto" a cui chiedere come far riapparire la barra della
formattazione misteriosamente sparita mentre scrivevala prima lettera.....
Insomma i nostri giovani anziani stanno recuperando a grandi passi, a volte aiutati dalla inseparabile zanetta, il terreno perso nell'ultimo decennio complice il prezzo abbordabile dei portatili e il bombardamento televisivo delle flat superveloci e a prezzi sbalorditivi.

Dunque eccoci qui a spiegare il salto, il tempo congelato dai primi film che misero sulla bocca degli allora bambini il motto "altolà, chi va là" e poi "parola d'ordine"...

ed eccoci..la parola d'ordine, lasciamo il ricordo dei giochi "in cortile" in odor di primo cemento e torniamo al nostro schermo piatto che insesorabile sta aspettando che gli si dia in pasto una originalissima parola , facile da ricordare, facile da scrivere ma difficilissima da indovinare per le menti occulte, strategiche e superavanzate che popolano da tempo il mondo del computer.

Le note a tergo dei servizi che richiedono una password per entrare si arricchiscono ogni giorno di nuove indicazioni di come dev'essere una password degna di tale nome ( pena una barrettina rossa che indica che la nostra password è insicura) ad esempio:
- la password deve essere lunga da minimo 8 a massimo 20 caratteri e non deve contenere caratteri speciali,
- la password deve contenere almeno una maiuscola e almeno un numero
- la password non può iniziare con il nome scelto come userid....
eccetera eccetera, tutte cose scontate e normali per chi da tempo è avezzo ad usare il sistema, ma questo causa grandi perplessità e panico a chi inizia oggi ad usare il computer.
Questi nuovi utenti non sanno che anche i maghi del computer odierni hanno iniziato con password da giardino dell'eden: ciliegia, kako, mamma, andrea, micino ecc.
Poi si sparse la voce che queste parole d'ordine risultavano essere troppo elementari ed allora tutti a mettere la data di nascita del figlio o quella del fidanzamento, oppure un fac- simile del proprio codice fiscale e così via fino ad arrivare a inserire vocaboli inglesi o tedeschi.
Tutto inutile perchè nel frattempo i famigerati programmi (Brute Force) per individuare le password si facevano sempre più raffinati tanto da indovinare in pochissimo tempo tutte le parole contenute in qualsiasi vocabolario del mondo (ed anche scritte al contrario, ovviamente).
Quindi in virtù di quanto detto sopra la password dovrebbe essere una parola inventata e impronunciabile.
Ma perchè tutta questa paranoia? a chi dovrebbe interessare conoscere la mia password e soprattutto cosa se ne potrebbero fare?
Domande legittime per un principiante a cui pian piano verrà data risposta, per il momento basti sapere che per PRINCIPIO qualsiasi password è bene che sia inviolabile.
Oggi come oggi una password mediamente sicura per un paio di mesi potrebbe essere: 1o0di0ilPç (pronuncia:io odio il pc) dove le due o di odio sono due zeri.
Ecco un esempio di come costruirsi una password non troppo difficile da ricordare e sufficentemente sicura.
Avrete notato poi che quando si scrive una password nel campo in cui è richiesta non appare scritta come la digitiamo ma al suo posto compaiono solo degli asterischi ad esempio: ********* , questo è un ulteriore momento di sicurezza per non far vedere la parola scritta a chi ci è vicino o alle spalle.
Inoltre ci verrà sempre chiesto, in fase di creazione, di scriverla nuovamente a riprova che è proprio la stessa parola scritta prima, eh sì perchè non vedendola si potrebbe aver pensato una parola ed aver sbagliato a scriverla senza accorgersene.
Credo che negli ultimi anni abbiano perfezionato il sistema di conferma della password e molti amministratori di sistema di grandi aziende non impazziscano più a capire perchè tanti utenti avevano problemi nel crearsi una password nuova... ecco cosa succedeva:
VECCHIA PASSWORD ******* ( ANTONIO )
NUOVA PASSWORD ******* (luciana )
CONFERMI PASSWORD ** ( SI ) ------( qui bisogna riscrivere luciana)

no comment! ma effettivamente la traduzione dalla lingua madre del pc all'italiano non rendeva bene l'idea!
Oggi crearsi una password è molto più semplice, se vogliamo essere sadici, infatti il sistema non accetta password elementari, che iniziano per il proprio userid e che non abbia altri requisiti richiesti.
Crearsi una password è un dramma, ma non sempre, dipende dal servizio che la richiede.
Ad esempio le password richieste dal proprio computer e cioè da windows quando volete crearvi un vostro account non ha limitazioni e imposizioni, mentre una password dispositiva di una banca sarà probabilmente composta solo da numeri,
tipo: 157124451772
La sicurezza di una password è data anche dal tempo. Nell' ambito del lavoro e negli accessi a servizi con moneta una password non può durare più di 30 giorni, dopodichè viene richiesto in automatico il cambio. Questo perchè se qualche programma stesse lavorando per identificarvela in poco più di un mese potrebbe essere scoperta.
Forse un mese è anche poco, tanto che le banche che offrono servizi su internet stanno dotando il loro clienti di "token", piccoli congegni tipo penna usb che generano password momentanee per accedere al proprio conto on-line.
Eh sì , il prezzo da pagare per essere on-line è una degna password come ad esempio:
IqrdCcvaM5(iniziali di:In quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno)
basterà ricordare la frase ....e questa si chiama passphrase.
Per passphrase si intende indicare un insieme di parole o di stringhe alfanumeriche (usualmente separate da caratteri non alfabetici quali numeri, caratteri speciali o il carattere "spazio") utilizzato per l'autenticazione ad un sistema, ad un programma, ad una base dati o ad una rete come anche per effettuare operazioni di cifratura.
La principale differenza fra "passphrase" e "password" è il numero di caratteri utilizzato per la costruzione delle stesse (che, normalmente, sono - dovrebbero essere - non meno di 20/30 nel primo caso e 6/8 nel secondo caso): il più
elevato numero di caratteri (e l'utilizzo di parole o stringhe assemblate in maniera, possibilmente, casuale) rende una "passphrase" meno vulnerabile, rispetto ad una "password", ai cosiddetti brute force attack e a quelli basati su dizionari.
Il fatto che una "passphrase" possa essere costruita a partite da una frase di senso compiuto può permettere di ricordarla senza doverla appuntare per iscritto, fatto che, di per sé stesso, ne aumenta la sicurezza.
Ricordate però che più la frase è celebre o famosa e più sarà anche'essa tra non molto facilmente identificabile.

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account

Messaggio Da francesca il Sab Dic 13, 2008 4:47 pm

Account
un account è in pratica un "utenza" composta da un userid ( nome identificativo) e password.
Un account comprenderà tutti i file, le risorse e le informazioni che appartengono a quell'utente.
Ci sono vari tipi di account , ad esempio l'account di posta elettronica è quello che vi viene fornito quando vi iscrivete ad un sito per ottenere una email. Qundi per prima cosa vi verrà richiesto di trovare un nome che sarà il vostro userid ( e in questo caso anche parte del vostro indirizzo di posta) e quindi la relativa password.
Ora avete creato un account ma soprattutto ora avrete un ventaglio di possibilità collegate a questo account di posta.
Per ogni servizio o sito web posto su internet e al quale vorrete accedere vi verrà richiesto di creare un account.
ecco ora una definizione più tecnica:
Un account costituisce quell'insieme di funzionalità, strumenti e contenuti attribuiti ad un utente in determinati contesti operativi. In informatica, attraverso il meccanismo dell'account, il sistema mette a disposizione dell'utente
un ambiente con contenuti e funzionalità personalizzabili, oltre ad un conveniente grado di isolamento dalle altre utenze parallele.
Infatti, il sistema è in grado di riconoscere l'identità del titolare di account, ne memorizza e conserva un insieme di dati ed informazioni attribuite ad esso, che possono essere gestite solo da lui e rimangono accessibili per un
utilizzo futuro. In questo si differenzia da altre modalità di accesso a sistemi di servizio interattivi che non presuppongono la ripetizione del rapporto con l'utente.

L'account sul vostro computer
Quando un computer viene usato da molte persone è possibile creare diversi utenti in
modo che alcuni loro file privati possano essere mantenuti tali . È importante anche se il computer può essere usato da una sola persona alla volta, come con la maggior parte dei microcomputer. Quindi, a ciascun utente viene dato un nome univoco, e quello è il nome che viene usato per fare login ( cioè l'accesso al computer)

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